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Uomo e cavallo attraverso secoli, la storia di un’alleanza

Uomo e cavallo attraverso secoli, la storia di un’alleanza
Il cavallo è sicuramente l'”aristocratico” degli animali addomesticati dall’uomo.
I carri a cavalli e la cavalleria in effetti cambiarono la natura della guerra nelle civiltà del Medio Oriente, dell’India e della Cina. Al di là del campo di battaglia, la potenza di questo splendido animale consentì anche grandi progressi nei trasporti, nell’agricoltura, nell’industria e nella scienza.
La rapidità delle comunicazioni con i cavalli, ad esempio con i pony express, ha forgiato imperi equestri estesi, dove lingua, legge, pesi, misure e sistemi di scrittura sono stati standardizzati, e dove tecnologie e idee rivoluzionarie sono state diffuse attraverso i continenti.
Per 5000 anni il cavallo è stato un alleato sempre presente in guerra e in pace. Le civiltà sono nate e cadute sulla loro schiena e le prove dell’uso del cavallo sono ovunque da vedere. Eppure, in qualche modo, seguendo il ritmo crescente della meccanizzazione negli anni ’30, abbiamo dimenticato rapidamente quanto siamo in debito con questo animale.
Prima dello sviluppo della locomotiva a vapore, nei primi anni del 1800, l’unico modo per viaggiare sulla terra più veloce del passo umano era a cavallo. Poiché il viaggio è una delle caratteristiche distintive dello sviluppo umano, così la storia del cavallo è la storia della civiltà stessa.
I cavalli furono addomesticati per la prima volta intorno al 3500 a.C., probabilmente nelle steppe della Russia meridionale e del Kazakistan, e introdotti nell’antico Medio Oriente nel 2300 a.C. circa. Prima di allora, le persone usavano gli asini come animali da tiro e bestie da soma. L’adozione del cavallo è stata una delle scoperte più importanti per le prime società umane.
I cavalli erano usati in guerra, nella caccia e come mezzo di trasporto. Erano animali di grande prestigio e importanza. Inoltre, sono ampiamente rappresentati e celebrati nell’arte, sia antica che moderna. Dipinti, sculture, stampe, argenteria, cimeli eccetera, esplorano e celebrano i cavalli nelle società di tutto il mondo, in particolare nelle battaglie, nelle attività ricreative e nelle competizioni, dalle gare fino ai moderni eventi equestri olimpici.
L’introduzione della ferratura
A partire dal medioevo, si diffonde l’uso della ferratura agli zoccoli. I primi ad utilizzare questo metodo sono stati i Celti, probabilmente a causa del clima piovoso tipico del nord Europa, regione in cui vivevano e che costringeva i cavalli per troppo tempo a contatto con suoli umidi.
Il cambio nelle selezioni
Nel Quattrocento, con l’introduzione della polvere da sparo nelle attività belliche e la caduta in disuso delle pesanti armature, si preferirono razze più leggere, agili e veloci ai mastodontici cavalli da guerra medievali.
La selezione operata sul cavallo nel corso della storia per apportare tutti i miglioramenti e per rendere questi animali adatti a rispondere ai più diversi usi: di trasporto, di lavoro, bellico o di sostentamento, ha portato un cavallo ben diverso da ciò che era in principio.
La storia di questo animale esamina anche la scelta che è stata fatta attraverso i secoli e come si arrivati ad ottenere il cavallo come lo conosciamo oggi, con tutte le sue caratteristiche.
Inoltre, una storica curiosità che non tutti sanno è come i cavalli mediorientali, specificatamente gli arabi, furono particolarmente ricercati e introdotti in Europa per l’allevamento selettivo tra il XVII e il XVIII secolo, i cavalli arabi infatti sono tra le razze che hanno subito pochissimi incroci e mutamenti, ma anzi, si è sempre cercato di preservarne la razza favorendo l’accoppiamento tra purosangue, di conseguenza, possiamo dire che il cavallo arabo sia rimasto uguale a com’era nei secoli antichi.
La selezione è iniziata nel momento in cui l’uomo ha capito quali erano le caratteristiche che un cavallo dovesse possedere per svolgere al meglio le funzioni per le quali viene allevato.
Quando un esemplare si riteneva straordinario per le sue doti e fattezze, si faceva in modo che questi potesse divulgare il proprio patrimonio genetico il più possibile col fine di migliorare sempre di più il processo evolutivo di questo animale, infatti, a partire dal XVIII secolo, la stragrande maggioranza dei moderni cavalli da corsa purosangue discendono da soli tre celebri stalloni.

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